28 febbraio 2013

Possiamo solo migliorare

Oggi ho avuto la cattiva idea di postare su Facebook una foto che mi sembrava facesse ridere. E ho scatenato un casino...

Ieri avevo ritirato l'auto a noleggio a Linate. La tizia mi ha dato le chiavi attaccate con lo scotch, senza dire niente. L'addetto alla consegna dell'auto mi ha detto con orgoglio che le chiavi le aveva sistemate lui, "perche' altrimenti il pezzo di ferro si muove. E poi 'sta macchina e' vecchia, ed e' ora che la vendiamo".


Io mi sono scompisciato dal ridere, e ho cominciato a pensare a questo bel paese mentre guidavo verso Torino (si', la macchina va benissimo...).

Tutto sommato, quella chiave e' lo specchio del paese. In cui non va un cacchio, ma un modo per andare avanti lo si trova sempre. Basta un po' di scotch.

Venivo da due giorni a Barcellona, dove avevo incontrato italiani disperati. Gente che si e' data un ultimatum di 45 giorni per lasciare il paese, dopo le elezioni che ci garantiscono che non cambiera' niente per altri sei mesi come minimo.

Avevo provato a rinfrancarli, perche' io sono e rimango ottimista (che e' facile, se si vive all'estero). Ho la sensazione che il momento del cambiamento sia arrivato. Secondo me abbiamo toccato il fondo (anche se uno dei ragazzi italiani mi ha detto "eh, ma poi si puo' cominciare a scavare...") e non possiamo che migliorare. Dubito con questo governo, se ci sara', ma io ho grandi speranze in quello prossimo a breve.

Il mio post su Facebook ha scatenato una serie di insulti notevoli. "Cos'è questa moda di parlar male del proprio paese?!". "Non perdi occasione per snobbare questo paese". E allora in America? E allora in Africa?

E' come se il fatto che il paese sia in una palude, e che dobbiamo tutti fare qualcosa per tirarlo fuori, non sia rilevante. Bisogna solo parlarne bene. E guai se lo dice qualcuno che vive all'estero (che per definizione e' "snob"). E poi ci sono posti in cui si sta peggio.

Non ho dubbi che ci siano posti in cui si sta peggio (nel 70% degli Stati Uniti, presumibilmente), ma questo non cambia la situazione drammatica dell'Italia.

La ripartenza si innesca dalla realizzazione che siamo messi male. E non ci vuole un genio per dirlo. Fare finta che vada tutto bene, non serve a niente. Ci sono un sacco di cose da cambiare. E' da qui che si puo' ripartire e migliorare. Ci vuole uno sforzo di tutti, nonostante la politica.

E i mezzi per farlo, li abbiamo. Si comincia con un po' di scotch, poi si vende 'sta macchina che e' vecchia, e poi quella nuova cambia tutto. Dai che ce la facciamo.