21 novembre 2012

Startup vuol dire fatica

L'ho scritto e detto tante volte: sono contentissimo che in tanti vogliano fare startup in Italia. E' un bellissimo segnale per il belpaese ed e' la strada che ci tirera' fuori dalla palude.

Ho pero' la sensazione che qualcuno abbia una idea troppo romantica di cosa vuol dire fare startup.

C'e' poco di romantico, bisogna farsi un mazzo tanto. Sudore, fatica, sacrificio, notti insonni, quelle cose li'. Per anni, non per qualche giorno.

Fare startup non e' una maratona, e' un IronMan. Finisce con la maratona, ma prima bisogna anche nuotare e pedalare a lungo.

Oggi mi sono imbattuto in una classica storia italiana: startupper di venti anni inventa la nuova Google. Grandi celebrazioni, seguite da caos generale e insulti che volano (leggetevi cosa e' successo, se siete curiosi).

Al di la' del contenuto dell'app, e della copertura mediatica iperbolica, io vorrei soffermarmi su un paio di cose.

Uno: che il ragazzo va elogiato, premiato per lo sforzo e invitato a continuare. Vista l'eta', mi aspetto grandi cose, e che l'esperienza sara' di gran valore. Forza Andrea!

Due: che fare startup vuol dire fatica. Lui scrive "mi sono applicato per realizzarla e dopo circa due settimane ci sono riuscito". A naso, per fare una startup ci vuole un po' piu' di tempo e sudore...

Tutto qui. Stiamo calmi e continuiamo a pedalare. Il successo arriva. Quello istantaneo viene solo con la televisione e facendo vedere le chiappe. Purtroppo non si fa startup cosi'.

Startup vuol dire fatica.