9 gennaio 2011

La testa degli Italiani (giovani)

Grazie al mitico Beppe Severgnini, di questi giorni si parla tanto della pancia degli Italiani. Io sono un fan da tempo, probabilmente dal momento in cui ho letto "Un Italiano in America" sul volo che mi portava in California, nel 1995 (e mi sono ritrovato in tutto quello che raccontava). Non voglio pero' parlare di Berlusconi o della pancia, ma della testa dei ragazzi Italiani.

La testa con cui si ragiona e si decide cosa fare da grandi. La testa che guida la capacita' di rischiare e di fare quello che ci piace, invece di quello che ci dicono sia meglio per noi. La testa che spesso in Italia rimane nella sabbia, e crea il mostro del bamboccione che se ne sta a casa dalla mamma, e si lamenta perche' lo Stato non gli da' un lavoro a vita.

Qualche settimana fa ho partecipato a un evento di Fulbright a Roma, la reunion del Fulbright BEST (Business Exchange and Student Training). Sono una trentina di ragazzi Italiani che hanno vinto una borsa di studio e l'opportunita' di spendere sei mesi in Silicon Valley. Il BEST si autodescrive come uno "strumento di sostegno a giovani imprenditori promettenti e come opportunità per fare conoscere in Italia un modello efficace di collaborazione tra università, imprese e capitali di rischio". E' pagato con i soldi di aziende donatrici e spinto dalle mie tasse (buon modo di spenderle, grazie Barack).

La cosa che mi ha colpito parlando con chi e' tornato dopo i sei mesi, e' che hanno una testa diversa. Sanno che il posto fisso non esiste piu', e non gli interessa (perche' ci si annoia, meglio cambiare ogni tanto). Sanno che tra un lavoro 9-to-5 e uno creativo che appassiona - anche se si lavora la domenica - e' meglio quello che appassiona, perche' si vive una volta sola (e al lavoro si passa piu' della meta' della vita). Hanno una testa diversa.

Lo stesso vale per i ragazzi di Silicon Valley Study Tour, il programma di Paolo Marenco che porta studenti qui per una settimana. Arrivano con grandi aspettative, e se ne vanno con una testa nuova. Capiscono che si puo' fare, che con l'impegno si riesce a raggiungere qualunque obiettivo, che essere giovani e' un'opportunita', non un macigno.

Ovvio, chi viene qui e' gia' pre-selezionato. Il solo desiderio di venire in Silicon Valley a capire come funzionano le cose fuori dall'orticello di casa e' indice di una mentalita' aperta al nuovo.

Pero' quando li incontri in Italia ti parlano in modo diverso. Ti raccontano del Belpaese in modo piu' speranzoso. Hanno l'idea che si possa cambiare, che si possa creare. In Italia, o facendosi un giro all'estero per poi ritornare.

Sono solo cento ma parlano con migliaia di altri ragazzi, e spiegano perche' sono diversi e perche' loro cambieranno il mondo. E piano piano, cambiano gli altri.

La testa degli italiani cambia partendo da piccoli sforzi. Quello che fa il BEST e SVST e' piantare il seme. Che germoglia e ne crea altri. Ce ne vorrebbero molti di piu', ma per ora ci accontentiamo. E a Paolo Marenco facciamo un monumento e un video celebrativo.



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2 commenti:

  1. Ciao hai ragione, ascolto la trasmissione su radio 24 che conoscerai sicuramente sui cervelli in fuga ,e' molto interessante.
    Ti faccio gli Auguri perche' le convinzioni vanno portate avanti

    RispondiElimina
  2. Ciao hai ragione, ascolto la trasmissione su radio 24 che conoscerai sicuramente sui cervelli in fuga ,e' molto interessante.
    Ti faccio gli Auguri perche' le convinzioni vanno portate avanti

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