17 settembre 2010

Riccardo Donadon, H-Farm e l'Italia che tira

Uno degli scopi di questo blog e' mettere in evidenza che un po' di Silicon Valley in Italia c'e' gia'. Vedere delle storie di successo, capire che non si e' poi cosi' lontano, aiuta moltissimo.

Uno dei casi piu' eclatanti di successo e' H-Farm di Roberto Donadon. Questa mattina ho letto un articolo di Antonio Savarese su Data Manager a proposito del sogno H-Farm e Ca'tron. Ci sono dentro tanti spunti molto interessanti, per cui consiglio una lettura completa.

Antonio chiama Riccardo "imprenditore romantico", definizione che trovo azzeccatissima. Fotografa l'aspetto positivo di alcune persone speciali, come Riccardo, che non pensano al proprio successo come qualcosa di indipendente dall'ambiente circostante. Pensano al proprio successo come traino per il successo di tanti altri. Che poi si tira dietro tutto il paese, uno strattone alla volta.

Roberto dice:
Abbiamo impiegato molti più anni di altri paesi a capire che la bolla Internet del 2000 non era colpa della tecnologia, ma della finanza, e comunque pur rimanendo un paese molto restio ad usare fino in fondo la tecnologia, l'amiamo. L'Italiano è innamorato dei gadget tecnologici. Il problema è che non ci crede all'idea di poterne essere protagonista anche nella loro creazione e rimane in superficie osservandone critico o entusiasta i cambiamenti. Senza esserne protagonista.
Verissimo. Sepoffa'. E' il tormentone alla Obama che ritorna. Ragazzi, possiamo essere protagonisti. Gli esempi cominciano a spuntare. Sepoffa'. Forza!

E aggiunge:
Dall'altro lato c'e' il mercato, ed il venture capital. Il primo problema è che in Italia non c'e' un reale mercato di M&A (merger & acquisition) di startup 2.0. I grandi player, le grandi aziende Italiane, non comprano startup e gli stranieri non investono facilmente in Italia. [..] Noi comunque abbiamo suggerito una cosa molto semplice al ministro Brunetta quando è stato da noi. Creare un vantaggio fiscale per l'acquisto delle startup alle aziende, a patto che dentro ci sia un venture capital. In questo modo il venture capital diventa un certificatore, la startup trova un mercato e le aziende hanno un vantaggio economico.
On the money, dicono gli amerikani. Uno dei problemi piu' grossi che abbiamo e' la mancanza delle exit che tarpa le ali al mondo dei Venture Capitalist. Non siamo un paese ricco (almeno per quanto riguarda i soldi pubblici) pero' possiamo comunque aiutare chi compra con dei vantaggi fiscali. E' un suggerimento facile facile, che da solo potrebbe stimolare moltissimo il mercato delle startup e tutto cio' che ci gira intorno.

Quando si parla di Sviluppo Economico in Italia (e ogni tanto se ne parla...), secondo me bisognerebbe focalizzarsi su come far crescere il mercato delle startup, non sulla difesa di quello che c'e' dalla paura della globalizzazione. Se qualcuno la' in alto lo capisse, saremmo messi molto bene. Altrimenti, poco male, lo facciamo lo stesso ;-)

E lo facciamo partendo da Ca'tron, dai casolari e dall'ingegno e creativita' di gente come Riccardo Donadon.




1 commento:

  1. interessante il tuo blog- come mai non ci sono le Url nei titoli dei post?c'è un motivo particolare? grazie:-)

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