2 marzo 2010

Chi sta fermo non va da nessuna parte

Oggi mi e' capitato di leggere un'intervista a Tachi Yamada sul New York Times.

Un passaggio mi ha colpito molto, e lo copio qui sotto anche se non e' un video e anche se e' in inglese (per creare la Silicon Valley in Italia occorre che si parli tutti bene l'inglese, altrimenti possiamo lasciare perdere ;-)

Yamada-san parla di persone, di quelle che sono pronte al cambiamento e di quelle che non lo sono.

You have to have people in an organization who are willing to truly embrace change, because if they don’t, then what you have is an organization that’s constantly fighting to stay at the status quo. And, of course, that leads to stagnation. It’s also an unsustainable model.

I’ve made an observation about people. There are people who have moved. Take somebody who’s a child of an Army officer — they will have moved 10 times in their lives. And then there are people who’ve been born and raised and educated and employed in one town their whole lives. Who do you think is willing to change? I think, in this modern world, you really have to be sure that your work force has the experience of being elsewhere. That experience then has the ability to ensure that you will be comfortable with change.

The biggest problems I see in a group of people who don’t embrace change is that they will always fight anything new, any new idea, any new concept, any outside point of view. And, of course, there are many examples of companies that have failed because of that. So I think that’s a critical point. Almost all of the people on our staff have traveled all around the world, have lived everywhere.

Perche' la Silicon Valley e' un posto speciale? Perche' nei dieci anni in cui ho vissuto qui, ho incontrato al massimo dieci persone che sono nate in quest'area. Le altre migliaia si sono trasferite qui, da lontano o lontanissimo. E sono tutte pronte a cambiare.

Hanno la mentalita' giusta.

Come facciamo a far muovere gli Italiani un po', invece di farli stare vicino alla mamma tutta la vita, belli chiusi alla globalizzazione? In Italia si parla tanto di fuga di cervelli come una cosa negativa, quando invece e' cio' che ha dato inizio alla Silicon Valley in Israele, India o Cina.

E lasciamoli andare un po' in giro 'sti cervelli, cercando di creare le condizioni perche' tornino.

Chi va in giro e' chi porta il cambiamento. E il nostro paese ne ha tanto ma tanto bisogno.

UPDATE: Enrico mi ha suggerito questo video simpatico che ci sta proprio bene in questo post.

3 commenti:

  1. Ciao Fabrizio, mi soffermo solo sulle ultime frasi perchè per il resto sono tutto sommato d'accordo.

    "E lasciamoli andare un po' in giro 'sti cervelli, cercando di creare le condizioni perche' tornino.

    Chi va in giro e' chi porta il cambiamento. E il nostro paese ne ha tanto ma tanto bisogno."

    Una domanda semplice da inesperto ma affascinato dall'imprenditoria in genere: ci sono le condizioni perchè questi cervelli tornino?

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  2. Ho letto questo post ieri sera, proprio mentre in tv trasmettevano questo spot: http://www.youtube.com/watch?v=AkoA-SMumoM Una coincidenza che mi ha colpito molto, perchè sono un ragazzo che ha studiato a Pavia, lavora a Milano nel settore Mobile e sta iniziando a covare una gran voglia di scoprire la Silicon Valley americana. Mi bloccano per ora gli affetti e l'inglese (mia croce che migliora molto lentamente)... ma sto cercando una strada x arrivare li e scoprire com'è quella parte di mondo...e i tuoi post mi "caricano" sempre di più. :-)

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  3. Oggi no, ma ci stiamo lavorando :-) E prima o poi succede. Gli emigrati vogliono tutti tornare, se si creano le condizioni giuste. Nessuno tornava in India o Cina, finche' un paio di casi di successo hanno scatenato un'onda di ritorno che ha smosso tutto.

    Prima o poi succede anche da noi. Io il semino lo vedo e la piantina sta venendo fuori dalla terra. La politica a parte, quella aiuta ma non e' necessaria (e di sicuro non sufficiente).

    capo

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