26 febbraio 2010

Side Leaders e l'Italia da innovare

C'e' un libro che consiglio a tutti i ragazzi che stanno pensando cosa fare da grande (io, per esempio ;-) : e' il libro di Giorgia Petrini "L'Italia che innova". Si parla di storie di giovani imprenditori, che lottano per creare qualcosa di nuovo e grande. Membri automatici del movimento per una Silicon Valley in Italia.

La settimana scorsa ho partecipato all'evento di presentazione del libro a Roma. Evento bellissimo, all'Ara Pacis (checchenedica William, a me piace, e non mi sembra una stazione di servizio :-)

Devo dire che si sentiva un'energia nell'aria che a volte mi manca, quando arrivo in Italia (in Silicon Valley c'e' sempre, anche al bar dove non si parla di calcio ma di strategie di fundraising...).

C'era entusiasmo. C'era voglia di fare. Giorgia e' un motore di entusiasmo, e questo e' contagioso (basta vedere quanti ragazzi ha aggregato intorno a se').

E' un'idea da seguire, da spingere, da valorizzare (e se ne e' accorta anche la Ministra Meloni, il cui discorso mi e' piaciuto parecchio).

Per arrivare alla Silicon Valley in Italia, bisogna che cominciamo dal modo di pensare dei ragazzi. Bisogna che si rendano conto che si puo' fare, che qualcuno come Luca Ascani a 30 anni ha creato gia' tre aziende, che compra e vende come fossero cioccolatini. Storie vere di gente tosta. Fatte senza la politica, senza le raccomandazioni. Se ce l'ha fatta Luca, perche' non dovrei farcela io?

Non e' tanto l'Italia che innova, e' piu' come innovare l'Italia. Come dare una scarpata al muro dell'immobilismo italico. A tutti quelli che dicono "ehh, ma in Italia non si riesce per questo o quest'altro motivo". A tutti quelli che impilano scuse e si scagliano contro il sistema che non lascia spazio. Per poi risiedersi sul divano di casa, facendosi preparare la pappa e lavare le mutande dalla mamma.

Lo spazio si trova. Le scuse non valgono. Leggetevi il libro. Se ce l'hanno fatta loro, perche' non provarci?

Si puo' fare.

Come dicono a Roma, addiamoci una mossa.

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