8 settembre 2009

Da cosa dipende il successo?

Oggi ho sentito il discorso del Presidente Obama, che vi metto qui sotto, e mi e' venuto in mente un grafico che Richard Boly presenta spesso. Alla domanda "il successo dipende da forze fuori dal tuo controllo?", i ragazzi americani rispondono NO, i ragazzi italiani rispondono SI.



E' un grafico che dice tanto, secondo me. Se sei giovane e pensi che quello che fai non serva a niente, perche' dovresti fare fatica? Perche' provarci del tutto?

Per portare la Silicon Valley in Italia occorre prima cambiare le teste ai giovani, agli studenti. Far capire ai ragazzi che il loro futuro dipende da quello che fanno, non dalle raccomandazioni. Che i fattori esterni, anche in Italia, sono solo scuse. Anche in Italia, "you write your own destiny, you make your own future". Non solo in Silicon Valley.

Lo so, forse ci vorrebbe anche un Presidente come Obama, e forse un giorno arrivera'. Pero' non e' facile, e non averlo e' solo un'altra scusa.


3 commenti:

  1. Quando visto il grafico mi è spuntato un "!" sulla testa...

    Penso che anche il discorso di Steve Jobs a Stanford (2005) vada insegnato agli studenti italiani e in generale ognuno di noi dovrebbe ascoltarlo ogni tanto...

    (link: http://www.youtube.com/watch?v=D1R-jKKp3NA)

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  2. Non credo che la lettura del grafico sia così semplice. Credo ci sia una correlazione tra la limitatezza degli obiettivi dei giovani italiani e l'oggettiva importanza dei fattori esterni.

    Dato che gli studenti non hanno grandi ambizioni (vogliono fare l'avvocato, l'ingegnere, non il "Bill Gates"), cioè non vogliono stravolgere la società, obiettivamente le regole e le convenzioni della stessa hanno un peso reale.
    Penso che in Italia si abbiano maggiori probabilità di creare il prossimo Twitter, piuttosto che aprire una farmacia o uno studio di avvocati. Ovviamente tenendo conto del numero di aspiranti.

    In conclusione, dunque, bisognerebbe sia stimolare i giovani ad avere grandi obiettivi che convincerli di potercela fare.
    Se poi riuscissimo anche ad eliminare il sistema feudale degli ordini professionali, non sarebbe neanche male.

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  3. Questa è è la giusta fotografia di quella parte del nostro paese abituata a lamentarsi, criticare e a invidiare.

    Un'altra parte invece tendenzialmente si lamenta meno e cerca soluzioni individuali ai propri problemi, crede nel merito e sa che con tanta passione, impegno e testa bassa si possono raggiungere incredibili obiettivi.

    Ma soprattutto crede in un'esistenza più elevata, non solo dal punto di vista economico ma anche dal punto di vista emozionale e della dignità.

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